Giurisprudenza
Whistleblowing: Cassazione e limiti alla tutela
La protezione del segnalante e i confini individuati dalla giurisprudenza.
La sentenza n. 1880/2025 della Corte di Cassazione è stata letta, in molti commenti, come una chiusura verso le segnalazioni nate all’interno di conflitti personali. Il punto richiede però una distinzione: quella decisione riguardava il pubblico impiego e una segnalazione sottoposta alla disciplina precedente al D.Lgs. 24/2023.
La Corte ha escluso che il whistleblowing possa diventare lo strumento con cui trasferire nel canale protetto una contestazione essenzialmente personale contro i superiori. Non ogni denuncia presentata da un lavoratore, quindi, acquista automaticamente la natura di segnalazione protetta.
Il quadro oggi applicabile
Dal 15 luglio 2023 il riferimento principale è il D.Lgs. 24/2023. La disciplina protegge chi segnala, attraverso i canali previsti, informazioni su violazioni che rientrano nel perimetro individuato dalla legge e che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione o dell’ente privato.
Le linee guida ANAC chiariscono un passaggio decisivo: i motivi che hanno spinto la persona a segnalare sono irrilevanti ai fini della trattazione e della protezione dalle ritorsioni. Restano però fuori le contestazioni, le rivendicazioni e le richieste collegate esclusivamente a un interesse personale nel rapporto individuale di lavoro.
Oggetto e motivazione non sono la stessa cosa
Una segnalazione non perde tutela soltanto perché nasce in un rapporto deteriorato. Occorre guardare prima di tutto al suo contenuto: quali fatti descrive, quanto sono circostanziati, quale violazione prospetta e attraverso quale canale vengono comunicati.
Allo stesso modo, un reclamo personale non diventa whistleblowing per il solo fatto di essere inviato al gestore del canale. La qualificazione dipende dal perimetro oggettivo della segnalazione, non dall’etichetta scelta da chi scrive né da una lettura sommaria delle sue intenzioni.
La tutela comincia da una corretta gestione
Per le organizzazioni il problema non si risolve con una piattaforma. Servono procedure capaci di distinguere segnalazioni protette, reclami individuali e comunicazioni estranee alla disciplina, garantendo comunque riservatezza, imparzialità e tracciabilità.
Gestire bene il canale significa evitare due errori opposti: trasformarlo in un contenitore indistinto oppure restringerne l’uso sulla base di supposizioni personali. La fiducia nasce quando le persone conoscono le regole e vedono che ogni segnalazione viene valutata per ciò che contiene.
Riferimenti ufficiali
Contenuto informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza professionale.
